I danni (costosi) del carcere inumano
Altra schicchera giornaliera dall’Europa. Secondo la Corte di Strasburgo, l’Italia tiene i detenuti in celle di meno di tre metri quadrati, ne viola i diritti e in particolare si è resa responsabile di trattamento inumano e degradante nei confronti di sette detenuti rinchiusi nelle carceri di Busto Arsizio e Piacenza che si erano rivolti alla Corte europea. L’Italia è stata condannata a pagare indennizzi per un totale di centomila euro e invitata a porre fine al problema del sovraffollamento, entro un anno.
6 AGO 20

Altra schicchera giornaliera dall’Europa. Secondo la Corte di Strasburgo, l’Italia tiene i detenuti in celle di meno di tre metri quadrati, ne viola i diritti e in particolare si è resa responsabile di trattamento inumano e degradante nei confronti di sette detenuti rinchiusi nelle carceri di Busto Arsizio e Piacenza che si erano rivolti alla Corte europea. L’Italia è stata condannata a pagare indennizzi per un totale di centomila euro e invitata a porre fine al problema del sovraffollamento, entro un anno. Non è la prima volta che la Corte condanna l’Italia per la situazione nelle carceri o per la lunghezza dei processi o per gli eccessi in materia di detenzione preventiva: ma questa nuova condanna è più grave ancora. Perché sopraggiunge poche settimane dopo che abbiamo visto cadere nel vuoto i ripetuti appelli di Giorgio Napolitano, rimanere senza effetti l’ennesimo sciopero della fame e della sete di Marco Pannella. E il Parlamento bocciare un provvedimento di buon senso come l’adozione di misure alternative al carcere. Per il presidente della Repubblica la sentenza di Strasburgo è “la mortificante conferma” dell’incapacità dello stato a garantire diritti elementari ai reclusi. Per la Guardasigilli Paola Severino è causa di “avvilimento”. Anche l’Anm definisce l’emergenza carceri “un’assoluta priorità”, ma non basta. Forse per fare progressi converrà d’ora in avanti appellarsi non più al cuore, alla pietas dovuta agli ultimi fra gli ultimi, ma al bieco portafoglio: al ritmo di 15 mila euro a testa, per indennizzare tutti i detenuti i cui diritti sono stati violati, occorrerà una finanziaria.